domenica 17 luglio 2016

Con il Cuore gonfio di Tristezza

Come potrei non pensare a quanto è accaduto? Come si può vivere sereni e felici in questi giorni?
 
Guardare la mia bimba con i suoi dolci occhi allegri e la sua pura innocenza e non pensare a quei bimbi che sono stati falciati mentre vivevano un momento di gioia?
 
 
Eravamo al mare anche noi quando è successo, eravamo in vacanza per vivere momenti spensierati anche noi, e potevamo essere noi, là sulla Promenade des Anglais. Potevi esserci te Bimba Mia in uno di quei passeggini.. Ti avremmo portato per farti scoprire la meraviglia dei fuochi d'artificio in cielo, vedere il tuo volto splendere di stupore, i tuoi occhi luccicare e noi saremmo stati gioiosi nell'averti potuto regalare quel momento speciale.
 
Ti avremmo portato là sul lungomare come molte altre famiglie quella sera.
 
Ma il dispiacere non nasce solo dal fatto che potevamo esserci noi -  poco importa che le vittime siano italiane, americane o persino del Canton Ticino come noi - il dolore arriva dall'atrocità con cui quelle vite sono state spezzate, portate via così brutalmente in una serata di festa.
 
Quando ho visto le prime immagini del tir bianco e la scritta "84 morti" non riuscivo a credere a ciò che stavo guardando, come può un essere umano arrivare a compiere un tale massacro? Come ha potuto andare a colpire tutte quelle persone e soprattutto quei bambini? Strapparli via dalle braccia di mamma e papà, dai nonni, dai loro passeggini e ucciderli in quel modo? Bambini così piccoli da non sapere nemmeno cosa sia la morte o cosa voglia dire terrorismo, bambini che per la prima volta assistevano a quel magico spettacolo di colori nel cielo. Trasformato poi in orrore..
 
Andava a zig-zag, hanno detto, una parola che adesso mi mette i brividi. In quel zig-zag terrificante sono state massacrate persone innocenti in un momento di gioia e serenità, in compagnia dei loro cari, anch'essi forse morti, forse feriti, forse in lotta tra la vita e la morte e in quali condizioni possiamo appena immaginarlo.
 
E' davvero troppo da sopportare, troppo per credere che sia veramente accaduto e non si tratti di un brutto incubo, che quel tir non abbia realmente percorso quella bella passeggiata stroncando la vita di molti e rovinando per sempre quella di altri. Non si può compiere un tale massacro, non si può colpire così degli innocenti.
 
Non ero là ma mi è bastato vedere le immagini ed ascoltare le notizie per rabbrividire e sentire il cuore stringersi in una morsa. Come potevo andare avanti a godermi la nostra vacanza? Ero scioccata e ogni volta che guardavo te, Piccola mia, sorridente e felice di scoprire quel posto nuovo, correre qua e là per la gioia, pensavo a loro, le piccole vittime di Nizza.
 
La mia Bimba ha soli 17 mesi ma in questi mesi sono già successe fin troppe tragedie e quest'ultima più di tutte ha ferito tutti noi e il nostro mondo. Un mondo che fa sempre più paura, un mondo che piange come non mai. Certo ci sono state tante guerre in passato e ve ne sono ancora oggi ma appunto si parla di guerre.
Qui invece si viene trucidati andando a lavoro in metropolitana, partendo per un viaggio in aeroporto, in vacanza su una spiaggia, ad un concerto con gli amici e persino sul lungomare in un felice giorno di festa insieme alla propria famiglia.
 
Sì tutto ciò mi fa sentire tanto triste e triste anche per te, Bimba mia, che guardi il mondo con tanto entusiasmo ed emozione e il mondo ti restituisce queste immagini, la bimba con la bambola come la tua, che se n’è andata per sempre.


 

martedì 7 giugno 2016

Sex&The City - 18 anni fa la prima puntata!

Incredibile a dirsi ma è proprio così, la prima puntata di Sex&The City andò in onda in USA esattamente 18 anni fa, il 6 giugno 1998.


Fu allora che la nostra cara beniamina Carrie Bradshaw apparve per la prima volta con il suo tutu rosa tra la gente di un'affollata Manhattan e la simpatica sigla dava il via ad una serie strepitosa di divertenti, e a volte imbarazzanti, situazioni di vita-di-donne-nella-grande-mela.





Una serie TV che ha conquistato il mondo intero con un successo inaspettato, ad innamorarsene soprattutto il pubblico femminile che, in Carrie, Samantha, Miranda e Charlotte, si riconosceva.

Io, con la mia chioma riccia e il piacere nello scrivere diari, non potevo che non identificarmi in Carrie, davanti al suo laptop a riflettere sui rapporti uomini-donne. Con la stessa voglia di divertirsi e di iniziare le giornate "solo dopo mezzogiorno".



E poi c'era New York, la quinta protagonista, una città grandiosa, palpitante di vita, di moda, una giungla dove tuffarsi nei party la notte, nella carriera il giorno.
Le ragazze correvano su e giù coi loro tacchi alti per le sue strade e tutto intorno esplodeva di energia. Manhattan era il posto giusto in cui stare, in cui tutto pare stesse accadendo.

New York: il centro esplosivo di una vita al massimo per chi cercava di più, per chi voleva vivere una "vita esagerata" giorno e notte, per chi voleva scalare il successo che fosse nelle Pubbliche Relazioni, in Arte, nella Moda, in Business,... Qualsiasi era il campo, se cercavi il top, allora era a NY che dovevi andare.



 
 
Il pubblico di SATC (che raggiunse l'intero globo) anche se lontano da quella realtà metropolitana, era vicino alle vicende di Carrie&amiche perché le loro storie somigliavano alle nostre, storie di uomini e donne, di legami-conflitti-delusioni-palpitazioni-flirt-sesso sono ovunque le stesse (a meno che vivi in una comunità amish!), così come l'amicizia tra amiche fatta di racconti-segreti-confidenze-risate. Certo nella vita reale è difficile mantenere un rapporto così costante e continuo con le proprie amiche - come accadeva nella serie in cui riuscivano sempre a ritrovarsi e stare insieme tutte e quattro -  però a noi bastava quella serata in cui ci si ritrovava tra "girls" e i discorsi erano quelli, o la classica "girls night out" che pur se avveniva a Lugano/Milano/Somewhere somigliava alla loro uscita.

Sex&The City infatti parlava di amicizia, di relazioni, di divertimento e delusioni nell'universale ricerca della dolce-metà. Temi che conosciamo bene.
Anche se ovvio che vissuti a New York avevano un tono più forte ma tutte noi, se abbiamo vissuto delle relazioni, nottate di divertimento e delle superamiche con cui dividerle, allora ci sentiamo le ragazze di SATC.




Quando uscì negli schermi europei la prima puntata, ero ancora al liceo ma già mi riconoscevo in quel gruppetto di amiche, e i loro discorsi pian piano iniziarono a somigliare a quelli che facevamo anche noi. Pregi e difetti delle nostre love-story, soprattutto poi sopra i 20 anni, ricordavano quelli vissuti da Carrie e le altre.

Sex&The City ho continuato a vederlo e rivederlo, così che mi ha accompagnato dai 20 ai 30anni. E in mezzo c'è stata anche una visita a NY dove un mio amico, che là viveva, sembrava uscito dalla serie TV, finalmente libero di vivere la vita come meglio credevo tra feste e nuovi amici.

Sì ho indubbiamente adorato questa serie e ogni puntata era un tuffo a Manhattan tra quei locali e strade che diventarono sempre più famigliari, a volte mi ci immergevo completamente tanto da sentirmi lì al tavolo con loro per il brunch domenicale!


E oggi che ne è di Sex&The City?

Sicuramente ci ha lasciato un'eredità infinita perché di questo successo planetario se ne parla e se ne parlerà sempre nel mondo delle serie TV e anche della moda, visto i marchi e i look che le quattro ragazze hanno lanciato. Sono state loro, più di qualsiasi altra protagonista della TV prima, a sottolineare quanto l'outfit di una donna rispecchi il proprio essere donna. Loro quattro e i loro look così diversi ma tutti meravigliosamente perfetti per il tipo di donna che incarnavano: la romantica Charlotte, l'avvocatessa Mirando, la provocante Samantha e l'originalissima Carrie. Un'infinità di ispirazione per tutte!
Credo anche che oggi, chi realizza show televisivi, studi cosa si possa prendere (o scopiazzare) da Sex&The City, tentando di ricavalcarne il successo ma d'altra parte nemmeno gli stessi film sequel della serie hanno saputo entusiasmare quanto le 6 stagioni di telefilm. La magia si è un po' persa.

Sex&The City è stata una perla nel mondo della TV, unica e preziosa.

E sono felice di averlo visto negli anni giusti condividendo le mie esperienze con Carrie e Miranda e Samantha e Charlotte :)

mercoledì 23 marzo 2016

Non so spiegarti.

Oggi mi sento di dover scrivere su quanto sta accadendo attorno a noi, lo faccio per te, Bimba Mia, alla quale vorrei tentare di dare una spiegazione anche se so già che non ve n'è.

Il 2015 è l'anno in cui sei venuta al mondo ma è anche un anno segnato da terribili tragedie che continuano ad accadere ancora oggi. Tu sei una gioia immensa e vorrei poterti dire che anche il mondo attorno a te è gioioso, che tutti stanno bene e sono contenti. Purtroppo non è così, non è per nulla così, anzi il 2015 è un anno segnato da tante terribili tristi tragedie. Orde di migranti che cercano di raggiungere la nostra Europa speranzosi di vivere un futuro migliore e finiscono dietro reti, in campi profughi a condizioni improponibili, oppure muoiono annegati nelle acque del mare. Bimbi come te, piccoli e anche neonati che affogano in acque fredde strappati dalle braccia delle loro madri e finiscono arenati tra scoglie e spiagge, fotografati per noi che piangiamo quei corpicini ma non facciamo nulla. Davvero non possiamo fare nulla?
Bimbi che camminano chilometri e chilometri, si ammalano, stanno male, non raggiungeranno forse mai niente.

Io vedo te, piccolina, e mi spiace tanto per loro, che sono bambini quanto te con lo stesso diritto alla vita e ad un'infanzia serena.
Mi piange il cuore.

Ciò che sta accadendo in questi mesi fa male, certo ci sono guerre da sempre e continuano ad essercene, ci sono paesi poveri e gente che muore ogni giorno. Qui però ci sentivamo al sicuro, nelle nostre belle città la vita quotidiana scorreva tranquilla. Poi accade invece che degli amici si ritrovano in un bar un venerdì sera o ad assistere ad un concerto per divertirsi e distrarsi un po' e si trovano trucidati a colpi di Kalashnikov. Una vita che finisce così.... come puoi spiegarlo o comprenderlo?

Oggi si muore in una guerra che abbiamo in casa e non sappiamo d'avere, una guerra che ti uccide quando sei in aeroporto, in spiaggia, in metropolitana, su un aereo di ritorno da una vacanza. Quando sei felici ed emozionato per un viaggio da compiere o semplicemente stai andando al lavoro. Sei da solo, in compagnia, con gli amici, con la famiglia, col tuo bambino... e boom. Fine!
Tanto sangue, corpi dilaniati, vite spezzate e molto molto dolore. Perché?
Perché non lo so.

Bimba non ho spiegazioni, sono solo tanto triste per questo mondo che piange, per quelle morti atroci e per la sofferenza di chi è rimasto.

C'è tanta tristezza, punto.
Non voglio nemmeno aggiungere una foto, in internet ce ne sono già tante, troppe e fanno male.





mercoledì 21 ottobre 2015

Back to the Blog... e con una nuova vita!

Povero il mio blog è rimasto ormai senza aggiornamenti da un bel po', come del resto si è fermata anche la mia vita per qualche mese. No nessuna disgrazia anzi un evento meraviglioso l'ha "stravolta", l'arrivo di una BIMBA e l'essere diventata mamma.

Un'esperienza indescrivibile e immensamente emozionante  (come già si è sentito dire mille volte visto che tutte le mamme lo ripetono!), ma diciamo la verità, anche travolgente e stravolgente.
La tua vita cambia totalmente e in un modo che non potevi assolutamente prevedere prima, ma non lo dico con dispiacere tutt'altro, portare in grembo un bambino e metterlo al mondo ti fa capire cosa davvero è straordinario in questo cammino, cosa davvero ha significato e valore, cosa vuol dire amare, e non solo lui ma anche gli altri, improvvisamente le vite degli altri hanno acquisito maggiore importanza per me. Ho una sensibilità diversa nei confronti di ciò che accade attorno a me.
Si dice "dare alla luce un bambino" e io aggiungo anche che la tua vita prende luce si accende e si illumina.

Certo le difficoltà non mancano, sono tante e diverse a seconda delle fasi che il bebè vive, le preoccupazioni sono maggiori e quasi costanti (notte e giorno) e fai fatica a riprendere la tua vita, anzi forse non la riprenderai mai... in un certo senso è un po' come se smetti di vivere per te e inizi a vivere per un'altra persona che (almeno nei primi mesi) ha un bisogno costante e vitale di te.
Devi essere il suo nutrimento, la sua forza, la sua consolazione, la sua buonanotte e il suo buongiorno, tutto.

E tu dai tutta te stessa per questo piccolo esserino!

Comunque mi fermo qui, non inizierò a scrivere blog da mamma, che tra l'altro ce ne sono già una marea, la mia vita è anche altro, sì sono mamma e lo sarò per sempre ma non voglio dimenticare cos'altro sono, quali passioni mi contraddistinguono e fanno di me la persona che sono.

Questo spazio resterà il mio spazio d'evasione dove condividere come sempre le mie grandi passioni, anche se certo ora viaggerò un po' meno, e non riuscirò sempre a sedermi in poltrona al cinema (anzi quasi nemmeno più a casa!) ma queste pagine mi sproneranno a mantenere viva quella parte di me.

Eccomi quindi pronta a ricominciare a parlare di cinema, serie TV, grandi attori, festival e del mio "paese delle meraviglie" a stelle&strisce.

Back to the Blog.. nella giornata giusta, quando Marty McFly da Back To The Future arriva qui, oggi 21 ottobre 2015.

Benvenuto Marty,
E bentornata tra i tuoi all-kaythoughts Sara

domenica 8 marzo 2015

Film al femminile per la festa della donna

Storie appassionanti che hanno come protagoniste delle donne e le loro battaglie, conflitti diversi, scelte di vita da compiere e affrontare con grande coraggio. Film sparsi nel tempo e che trattano soggetti differenti, ma tutti molto profondi, alcuni più drammatici altri meno.
Storie di donne quindi, uniche, stravaganti, forti e coraggiose.

Pomodori verdi fritti alla fermata del treno

USA 1991, di Jon Avnet.
Con Kathy Bates, Jessica Tandy, Mary Stuart Masterson, Mary-Louise Parker
.



Le vite di quattro donne si intrecciano, tra passato e presente, tra anni ’30 e ’80, in Alabama. Dai racconti di un’anziana signora in casa di riposo, riaffiorano i ricordi del periodo della grande depressione e dell’amicizia tra Idgy e Ruth che insieme, superando non poche avversità, arrivano a gestire il Whistle Stop Cafe alla fermata di un treno, dove si poteva gustare la specialità del titolo. Le vicende delle due donne, il loro coraggio nel ribellarsi al maschilismo e al razzismo dell’epoca nel profondo sud degli Stati Uniti, daranno forza ad un’altra donna ai giorni nostri, di cambiare la propria vita.

Consigliato perché: è un film ben fatto che illustra la società retrograda e conservatrice del sud con un cast eccezionale e due attrici vincitrici del Premio Oscar, Kathy Bates (Misery non deve morire) e Jessica Tandy (A spasso con Daisy). Emoziona e coinvolge.

The Hours

USA 2002, di Stephen Daldry.
Con Nicole Kidman, Julianne Moore, Meryl Streep.




Tre storie, tre donne, una giornata nella vita di ognuna di loro. La prima è la scrittrice Virginia Woolf (Nicole Kidman) e siamo negli anni ’20 in Inghilterra, l’altra è una casalinga infelice (Julianne Moore) che vive a Los Angeles a fine anni ’40, l’ultima (Meryl Streep) è un editor di New York e ci troviamo nel 2001. Ad accomunarle il romanzo Mrs Dalloway, un romanzo che segna le loro vite, un romanzo che riporta le sofferenze che stanno vivendo. Vite ingabbiate e attanagliate dall'inquietudine, un mal di vivere che le accompagna e le porta a scelte drastiche.

Consigliato perché: è un film toccante e profondo, introspettivo e poetico, inoltre si avvale delle brillanti interpretazione di tre tra le più grandiosi attici viventi.

Ragazze interrotte

USA 1999, di James Mangold.
Con Winona Ryder, Angelina Jolie, Clea Duvall, Brittany Murphy, Elisabeth Moss, Whoopi Goldberg.




Le ragazze interrotte del titolo sono giovani adolescenti sofferenti di patologie che hanno deviato la loro personalità. Così almeno venivano definite allora, siamo al Claymoore Hospital, fine anni ‘60, una clinica psichiatrica che ospita le ragazze alle quali è stato diagnostico un disturbo borderline. Ognuna con i propri turbamenti, ognuna con un mondo interiore problematico, che Susanna, la protagonista, descrive nel suo diario. Il tunnel nel quale lei e le sue compagne si trovano, la spirale nella quale sono imprigionate, crisi, medicine, fughe, morte. Susanna annota tutto, riflette e si pone domande, e alla fine ritrova se stessa e ne esce.  Le sue memorie diventarono un libro e da quel libro è basato il film.

Consigliato perché: è una storia vera che merita di essere conosciuta, drammatica e toccante e pone di fronte alla domanda: ma chi è veramente folle? Dov’è la linea di confine (borderline)? Tutte le parti sono interpretate benissimo, splendide la Jolie e la Ryder, come pure Brittany Murphy (triste e raccapricciante ironia del destino se si pensa alla sua fine nella vita reale).

The Help

USA 2012, di Tate Taylor.
Con Emma Stone, Viola Davis, Bryce Dallas Howard, Octavia Spencer, Jessica Chastain.



Jackson, Missisipi, primi anni Sessanta. ci troviamo nel profondo sud razzista e retrogrado, perbenista e classista, dove i neri non hanno alcun diritto, vivono al servizio dei bianchi e subiscono ogni tipo di umiliazione. Il film mette a fuoco le vite delle donne, quelle bianche, ricche e spocchiose che aspirano a sposare un buon partito per regnare sovrane nelle loro splendide case coloniali, e quelle di colore che per le prime lavorano come domestiche e per le quali allevano i figli. Tra le ragazze bianche ve n'è una però che si ribella al conformismo e decide di scrivere un libro dalla parte delle donne di colore per dare voce al loro punto di vista. Cattiveria da un lato, coraggio dall'altro che porta alla scrittura di The Help.

Consigliato perché: il film ricostruisce in modo impeccabile l'ambiente d'allora mettendo in luce i soprusi della società bon-ton americana nei confronti della comunità nera ma mostra anche come grazie al coraggio e alla forza della scrittura, ci si possa opporre e riscattare. Tutte le attici sono splendide.

Fiori d’acciaio /Steels Magnolia

USA 1989, di Herbert Ross.
Con  Julia Roberts, Shirley MacLaine, Sally Field, Daryl Hannah.




Magnolie d'acciaio è il titolo originale del film e in queste due parole è già racchiuso il succo della storia e descritte le sue protagoniste, delicate come le magnolie ma forti come l'acciaio. Donne che al momento della necessità sanno reagire, prendere la situazione in mano con forza e determinazione. Queste sono le splendide donne protagoniste del film, completamente diverse tra loro per età e caratteri, ma unite da una grande amicizia che sarà in grado di dare conforto e forza anche di fronte alla peggiore delle perdite.

Consigliato perché: in modo semplice tratta un triste dramma e nel farlo mostra delle donne vere, frivole nel chiacchierare e spettegolare, forti e di sostegno l'una all'altra nel momento del bisogno.

Last but not least, un film di cui ho già scritto e che ben si presta per quest’occasione: Thelma & Louise. Storia di un'amicizia in un road movie tutto al femminile alla ricerca della libertà. Per la sua scheda rimando alla puntata a questo LINK.

Buona visione e

Buona festa, donne!!!

venerdì 17 ottobre 2014

La strada della libertà in un paese sconfinato


Scrivere del bellissimo viaggio lungo la Route 66 non è stato facile, ho rimandato questo post da diverso tempo. Cosa potrei dire in poche parole e cosa potrebbero trasmettere delle parole dell'incredibile meraviglia e delle forti sensazioni vissute?

La Route 66 ce l'ho nel cuore.
Era già nel mio cuore prima di partire e ancora non la conoscevo, non l'avevo toccata, vissuta, sentita.

Non è solo una strada, è un'esperienza, un'avventura, un tuffo nel passato, nella storia americana, nella storia della frontiera, della corsa vero l'ovest e del selvaggio west.
E' la Strada della libertà, dei sogni, della ricerca della felicità.
E' la Mother Road.
E' La Strada, dove - come già sapevamo da Kerouac - non conta arrivare ma andare.

«Dove andiamo?»
«Non lo so, ma dobbiamo andare»
On the Road



 
Il bello sta proprio lì, sulla strada è lei la protagonista che attraversa paesaggi maestosi, infiniti, e avanza lenta verso l'orizzonte sotto un cielo immenso. Mai visto il cielo così grande, una calotta celeste che avvolgeva il panorama. Certo noi qui abituati alle montagne che ci circondano e ci stringono, vedere quell'immensità, quelle distese infinite di terra, colline, campi verdi e poi deserti, non poteva che lasciarci senza parole.


Crossing Illinois



Old Chain of Rock Bridge. It links two state, Illinois and Missouri

 

On the road from St.Louis to Springfield, MO
 
Old Bridge over the Big Piney River, Devil's Elbow, MO.
   
Devil’s Elbow Bridge, MO
 
On the road from Sprigfield (MO) to Oklahoma City (OK)

 
On the road from Oklahoma City (OK) to Amarillo (TX)







Dirt 66 (pre-1932 Route 66), McLean, TX


On the Road from Amarillo (TX) to Albuquerque (NM)




 


Era il mio sogno calcare la Route 66, e averlo fatto, io&lui, è stata un'emozione e una gioia indescrivibile. Spesso mi ritornava in mente il testo di The Passenger di Iggy Pop, non a caso uno delle mie canzoni preferite.

«And everything was made for you and me
All of it was made for you and me
'Cause it just belongs to you and me
So let's take a ride and see what's mine»

L'esperienza on the road è qualcosa di grandioso, ti immerge completamente nel viaggio e tutto il resto rimane fuori. Lo spazio è infinto e il tempo scandito dalle tappe, dalla strada stessa.
La Route 66 si racconta da sola, si fa scoprire da sola portandoti nel suo passato attraverso le icone che si trovano lungo il cammino, dei simboli, dei pezzi di storia che ritrovi qua e là.



Cadillac Ranch, Amarillo, TX

 
Joseph's Bar and Grill, Santa Rosa, NM




On the road from Chicago to St. Louis, IL




Abraham Lincoln's Tomb, Oak Ridge Cemetery, Springfield, IL



Meramec Caverns, Stanton, MO / Jesse James



Phillips 66 Station, Spencer, MO
 



Galena, KS



Galena, KS

 

 
Erick, OK
 


On the road from Springfield (MO) to Oklahoma City



Elbow, MO
The Big Texan Steak Ranch, TX
The Big Texan Ranch, TX
 
National Route 66 Museum, Elk City, OK


 
In questo viaggio un ruolo importante l'hanno le persone che incontri lungo la strada, la sua gente è parte del viaggio, una parte importantissima, come ha scritto Jerry McClanahan nella sua preziosa guida EZ66 «the people you'll encounter are the greatest resource the highway has to offer». E noi abbiamo incontrato tante persone speciali, da Sarah nell'Oklahoma, al cameriere a Springfiel, dalla famiglia che ci ha mostrato la loro camera al Wigwam Motel, a Steven del Joe&Aggies Cafè ad Holbrook in Arizona, la cittadina dove è ambientato il film d'animazione Cars.
Tutti ci hanno dedicato del tempo, in modo spontaneo e con vero piacere, per raccontarci le loro storie e condividere un pezzo della loro vita.

Un ringraziamento speciale va sicuramente a Jerry McClanahan che ha ideato una guida davvero speciale e particolare la EZ 66 GUIDE. Al suo interno non vi sono infatti foto, né le classiche mappe stradali, ma disegni e schemi molto precisi che mostrano la Route 66 attraverso i vari stati, suddivisa in diverse tappe e ricca di info e punti di interesse. Tappa per tappa, pagina per pagina, scopri mentre percorri la strada, notizie storiche e locali simboli del suo passato. McClanahan nei suoi innumerevoli viaggi non si è fatto sfuggire nulla e tutto viene riportato in questa guida. Le cartine permettevano di seguire sempre la strada orginale e di non perdere quindi mai di vista la Route 66 percorrendola sia nei tratti pavimentati che in quelli polverosi. Le note, che prima di partire sembravano incomprensibili, una volta in viaggio erano una fonte importantissima per orientarsi e pur se le cartine sono schizzi sono in realtà più precise delle mappe stradali.
Una vera sorpesa questa EZ66 e una compagna fondamentale per poter vivere appieno la Route 66.

Su questo mitico viaggio potrei scrivere paginate, sui posti visti, le sensazioni vissute e le grandi emozioni che ci ha regalato, ma le parole non riporterebbero la sua grandiosità.

Mi sono limitata a qualche frase e alcuni scatti delle più importanti tappe.

Vivere il mito della Route 66 ed entrare nella sua storia è un'emozione bellissima e unica.




martedì 12 agosto 2014

Addio Capitano Mio Capitano!

Triste giorno per il cinema oggi...

Mentre il Festival del film di Locarno "piange" la mancata presenza di Roman Polanski, tema di cui si è discusso ampiamente su tutti i media da queste parti e di cui non vorrei fare polemica anch'io, pur se una domanda mi sorge spontanea: si avrebbe la stessa attenzione se a commettere quel crimine fosse stata una persona qualunque?
Vi è una certa disparità nel valutare persone e situazioni e non ce ne rendiamo nemmeno conto. C'è chi giustifica dicendo che erano altri tempi, libertini di droga e alcool, che la ragazza l'ha perdonato (certo e non ci vuole molto a capire perché), che è accaduto una volta sola in un particolare contesto, tanti anni fa, etc. Ma tutto ciò giustifica il 45enne Roman a fare sesso con una ragazzina di 13 anni drogata e ubriaca? E chissà se invece di Polanski fosse stata un cameriere nero che prestava servizio nella villa di Jack Nicholson (dove accaddero i fatti)?
Certo ciò non toglie che Roman Polanski sia un grandissimo artista e le sue opere geniali (sono un'adoratrice di Rosemary's Baby) e quindi dal profilo culturale-artistico il premio ci stava e l'invito al festival pure. E' tutto il teatrino attorno di personaggi che stanno lì a giustificare a dare fasitidio.
Ma vabbè avevo detto che non volevo fare polemica!


Piuttosto voglio ricordare un attore che ho davvero nel cuore, un attore che ha portato grandi emozioni sul grande schermo, risate, lacrime, ilarità e malinconia, Robin Williams.

Mi è dispiaciuto davvero tanto sentire la notizia della sua morte oggi, per asfisia, "probabile" suicidio. Ho sentito una morsa al cuore veramente. E' vero che già da anni circolavano voci sulla sua depressione ma speravi che uno così ce la facesse a superare le crisi, con quel sorriso e quella voglia (quasi una missione) di portare un po' di gioia a tutti. Faceva ridere nei film, nei talk show e anche fuori dal set impegnandosi persino a portare conforto ai bimbi malati, sosteneva infatti la cura contro il cancro per i bambini facendo donazioni e andando a trovare i piccoli pazienti. Tra l'altro è proprio lui ad aver portato il sorriso come cura per i piccoli malati terminali al cinema con Patch Adams.



Robin Williams doveva essere uno che se ne fregava di hollywood, un anti-divo, fuori dagli schemi, semplice e spontaneo. Uno che immagini se la viva bene. Invece la depressione aveva colpito anche lui. Certo cosa ne possiamo sapere noi di come vivano veramente queste stars. Vediamo ciò che i media ci passano e al limite ci possiamo fare un'idea.

La mia idea era che lui fosse una grande persona, con un grande cuore, un po' malinconico, un po' sofferente, come d'altra parte lo sono tutte le persone troppo sensibili, e credevo che avrebbe trovato la forza di sorridere sempre**.



Anche i suoi personaggi presentavano delle macchie chiare e scure, c'era sempre un lato triste dietro al sorriso, dietro alla voglia di far ridere si nascondeva la malinconia.

Ora non ci restano che i suoi grandiosi ruoli, lui magnifico in tutte le parti interpretate, profondo, sincero, vero. Il sognante professore de L'attimo fuggente, il deejay dell'aviazione in Good Morning Vietnam, lo psichiatra di Will Hunting, il dottore di Risvegli, il Peter Pan di Hook, Capitano Unicino.  Giusto per ricordare i ruoli che più ho amato.



Mi spiace davvero tanto che questo grande attore, dai 1000 volti, capace di emozionare tutti, grandi e piccini, e di dare vita a personaggi così diversi, non ci sia più. Mancherà il suo sorriso e quegli occhi azzurri.
 
"O Captain! My Captain!"


** «Guardo il mondo, vedo quanto possa essere spaventoso, a volte, e comunque cerco di affrontare la paura. La comicità può aiutare ad affrontare la paura, senza paralizzarti ma anche senza dirti che tutto il male sparirà. È come se dicessi: ok, posso scegliere di ridere di questa cosa, e una volta che ci avrò riso sopra avrò cacciato il demone e potrò affrontarla davvero. Questo è quello che cerco di fare quando faccio il comico».





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